Senatore Calabrò, lei è relatore del provvedimento in Commissione Sanità al Senato, è favorevole alla richiesta dei farmacisti di innalzare il rapporto abitante/farmacia?
Fermo restando che è auspicabile una revisione delle piante organiche, credo che sia utile una riflessione più attenta sul quorum. Anche perché alle farmacie che andrebbero aperte in virtù dei nuovi concorsi, vanno aggiunte quelle previste nel comma 3, ossia da istituire nelle stazioni, nei centri commerciali che non sono conteggiate nel quorum  introdotto dal decreto, ossia di 1 farmacia ogni 3.000 abitanti. L'unica cosa certa è che nessuno, allo stato attuale, può prevedere quante saranno effettivamente le nuove farmacie

Federfarma protesta anche contro la disciplina della procedura concorsuale, soprattutto per la tempistica. In pratica le Regioni hanno 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge per l’approvazione delle piante organiche, altrimenti sarà nominato un Commissario ad acta. Qual è la sua opinione?
Il rischio che la norma si riveli inattuabile non è campato in aria, rischiando di bloccare anche i concorsi già banditiFaccio davvero una grande fatica ad immaginare la revisione delle piante organiche da parte dei Comuni o da parte dei 21 commissari  in un lasso di tempo così breve. Per di più non trovo giusto che debbano essere le Regioni a dover rispondere, con una riduzione del quota del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, per le eventuali carenze dei Comuni.
Terzo punto della discordia: la norma che impone al medico di prescrivere il farmaco generico a più basso costo e che ha mandato in fibrillazione i medici.
Credo che quando una norma provoca le lamentele di  più categorie forse vada rivista, perchè molto probabilmente qualcosa non funziona. I medici si sentono limitati nella loro autonomia clinicaanche se la ratio del Legislatore è quella di ridurre la spesa delle famiglie, bisogna saper conciliare risparmio e qualità dell'asistenzaInoltre,  Farmindustria parla di provvedimento devastante per le  imprese che da anni investono in innovazione e ricerca e di trasferimenti coatti di quote di mercato. Insommaè necessario riflettere