E' boom di parti cesarei in Italia. Per porre un freno all'uso eccessivo del bisturi l’ Istituto Superiore di Sanità ha elaborato le linee guida per evitare inutili ricorsi a una pratica che ci vede primi in Europa, con una percentuale di tagli cesarei salita dall’11% nel 1980 al 28% nel 1996 e al 38% nel 2008, e con importanti differenze per area geografica.
Tutte le regioni meridionali presentano valori nettamente al di sopra della media nazionale e che vedono la Campania sul podio con il 60% nel 2008, mentre alcune regioni del Nord si collocano, nello stesso anno, notevolmente al di sotto della media nazionale (24% nel Friuli-Venezia Giulia e in Toscana).


Il documento definisce le 4 condizioni in cui il parto cesareo è necessario. Innanzitutto quando il feto è in posizione podalica fino alla fine della gravidanza, nonostante le manovre esterne eseguite dal medico sotto controllo ecograficoquando la placenta copre completamente o parzialmente il passaggio del feto nel canale del partoquando la madre è diabetica e il peso stimato del feto supera i quattro chili e mezzo.

Infine, quando sussiste il pericolo di trasmissione materno-fetale di malattie infettive (infezione da Herpes simplex virus, da virus dell'epatite C e B e da virus da immunodeficienza acquisita).